UNESCO Patrimonio

Il Palazzo di Diocleziano e la Spalato medievale
La reggia imperiale è una delle opere architettoniche più preziose della tarda antichità, non soltanto per l’ottimo stato di conservazione d’alcune parti e complessi originali, ma anche per una serie di forme architettoniche che anticipano l’arte paleocristiana, bizantina e dell’alto Medioevo. La cattedrale fu eretta nel Medioevo, facendo uso dei materiali dell’antico mausoleo romano. All’interno delle mura romane si trova un armonioso complesso costituito da chiese romaniche del XII e XIII secolo, fortezze medievali e palazzi in stile gotico, rinascimentale e barocco.

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Il nucleo storico di Trogir
Trogir (Traù) è uno straordinario esempio di continuità urbana. La pianta ortogonale delle vie di questo centro abitato isolano risale all’età ellenistica. I suoi amministratori, succedutisi nel tempo, hanno abbellito la città con bellissimi edifici pubblici, palazzi e fortificazioni. Le sue belle chiese romaniche sono ricche d’elementi rinascimentali e barocchi. L’edificio di maggior prestigio di Trogir è la sua cattedrale, col portale dell’ingresso occidentale che è un capolavoro attribuito al maestro Radovan ed uno degli esempi dell’arte romanico-gotica più significativi di tutta la Croazia.

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La Cattedrale di San Giacomo di Šibenik
La Cattedrale di San Giacomo di Šibenik (Sebenico), eretta tra il 1431 ed il 1535, è il risultato dei ferventi scambi culturali intrattenuti tra l’Italia settentrionale, la Dalmazia e la Toscana nei secoli XV e XVI. Tre architetti – Francesco di Giacomo, Juraj Dalmatinac e Nikola Firentinac – svilupparono una struttura prefabbricata completamente realizzata in pietra e la impiegarono per la costruzione della cupola della cattedrale. Il risultato è un insieme di pietra armonico, nobilitato da un metodo costruttivo innovativo e da interni di un’eleganza assoluta.

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“Perla dell’Adriatico”, divenne un’importante potenza mediterranea nel XIII secolo. Questa città del basso Medioevo, costruita in base ad un piano urbanistico ben preciso, sorge nel tratto meridionale della costa croata, sulla sponda orientale dell’Adriatico. Con il suo centro storico accovacciato ai piedi del monte Srđ, Dubrovnik (Ragusa) ha saputo conservare, sino ai nostri giorni, il suo carattere di singolare nucleo urbano definito dalle mura cittadine, importante nella storia dello sviluppo urbanistico europeo. Sebbene sia stata fortemente danneggiata dal terremoto del 1667, Dubrovnik è riuscita a conservare le proprie chiese gotiche, rinascimentali e barocche e tanti conventi, palazzi e fontane.

 

 

Il complesso paleocristiano della Basilica Eufrasiana di Poreč
Il complesso della cattedrale di Parenzo prende il nome dal vescovo Eufrasio il quale, a metà del VI secolo, decise di ricostruirla ed abbellirla con i suoi famosi mosaici. Prima degli interventi voluti da Eufrasio, su questo stesso luogo sorgevano almeno due edifici sacri d’epoca paleocristiana. La basilica, l’atrio, il battistero e l’episcopio di Parenzo (città nella quale l’avvento del cristianesimo risale al IV secolo) sono fulgidi esempi d’architettura sacra, mentre la basilica spicca per lo straordinario connubio di elementi architettonici classicistici e bizantini. L’abside è riccamente decorata con alcuni dei mosaici più preziosi d’Europa.

UNESCO_Eufrazijeva_Porec_byadriamosaic

Il Parco Nazionale Laghi di Plitvice
Plitvice deve render grazie alla bellezza ed all’insuperabile suggestività del tufo e della vegetazione dell’area. La formazione del tufo e la delimitazione del letto del fiume hanno dato vita ad una sequela di 16 laghetti (i Laghi di Plitvice) che rappresentano un grandioso fenomeno architettonico naturale immerso in una natura incontaminata, ricca di fitti boschi abitati da orsi, lupi e da tante altre specie animali e vegetali molto rare.

 UNESCO PLITVICE by Maja

La piana Starigradsko polje
Nella motivazione di quest’organismo internazionale si sottolinea che i vigneti e gli oliveti di quel luogo sono rimasti “praticamente inalterati nel tempo”, presentandosi oggi così com’erano al tempo dalle prime colonizzazioni degli antichi greci. Essi sono, inoltre, una rara testimonianza del sistema geometrico di divisione del terreno utilizzato nell’Antichità. 
Nell’estate del 385 a.C., da Paros, città sull’omonima isola dell’Egeo, salpò una flotta con a bordo un centinaio di famiglie, diretta verso il golfo Ionico (così come i greci antichi chiamavano il mare Adriatico), con l’obiettivo di fondarvi delle colonie. La loro destinazione finale era l’isola di Hvar, chiamata allora Fiteja. La spedizione era capitanata da Okist, il cui compito era, tra l’altro, quello di realizzare una precisa suddivisione della terra da colonizzare. Al centro dell’area, in un punto dal quale è possibile abbracciare con lo sguardo quasi tutta la piana, fu contrassegnato il punto iniziale, il cosiddetto “omfalos”. Con l’ausilio di un antico e semplice strumento di misurazione, la piana fu misurata e suddivisa in particelle da 1 a 5 stadi, corrispondenti a 180-900 metri. Furono intagliate anche le pietre di suddivisione con incisi i nomi dei proprietari di ogni particella. Questo sistema di suddivisione agraria era inviso agli Illiri che abitavano le isole e la costa della terraferma, e che nel 384 a.C. decisero di attaccare l’insediamento urbano che s’era venuto a formare. I Greci, però, ebbero la meglio sugli Illiri e così poterono disporre di tutta la piana di Stari Grad, la maggiore pianura fertile delle isole dell’Adriatico. Presto i coloni, sui loro poderi, iniziarono a costruire edifici rurali ed abitazioni. Quelle lussuose risalgono all’epoca romana, i resti di una sessantina delle quali sono stati rinvenuti nella piana durante diverse campagne di scavi. La piana Starogradsko polje oggi rappresenta il paesaggio greco antico meglio conservato dell’intero bacino del Mediterraneo.

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